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RIPARTIAMO DALLA SARDEGNA - Miniere e archeologia industriale - Puntata 9

RIPARTIAMO DALLA SARDEGNA - Miniere e archeologia industriale - Puntata 9
Esaurita l’attività di estrazione e lavorazione del minerale, delle miniere sarde oggi restano edifici e macchinari silenti, rinati a nuova vita con l’istituzione del Parco geominerario. Il parco è strutturato in otto aree diffuse a macchia di leopardo nell’isola su una superficie complessiva di quasi 3700 chilometri quadrati ricadenti in ben 81 Comuni, ed è stato riconosciuto dall’Unesco nel 1998.
L’area del Sulcis Iglesiente Guspinese copre il 65% del parco dove si trovano con i loro oltre 500 milioni di anni di età, le più antiche rocce d’Italia datate paleontologicamente. Il bacino di Serbariu grazie a un eccellente lavoro di restauro conservativo può ora fregiarsi delle stupende strutture del museo del carbone.
Altre importanti interventi di recupero delle miniere dismesse sono stati fatti in altri comuni di quest’area; come a Narcao con il pregevole villaggio di Rosas mentre analogo intervento di pieno recupero attende quello di Orbai a Villamassargia.
Particolarmente significativa resta invece una visita alle strutture minerarie di Buggerru inserite in uno spettacolare scenario paesaggistico, se solo pensiamo alla galleria che termina a Porto Flavia letteralmente affacciata sul mare del Pan di Zucchero.
Non meno importanti sono le valenze storiche e di archeologia industriale che si esprimono a Montevecchio e Ingurtosu con la bellissima palazzina della direzione mineraria pienamente recuperata e dove è possibile svolgere delle visite guidate.
Nella parte settentrionale dell’isola le attività minerarie più rilevanti si sono concentrate all’Argentiera e a Canaglia: la prima per la consistenza dei giacimenti di piombo, zinco, argento, sfruttati sin dai tempi della colonizzazione romana, la seconda per il ferro.
Spingendosi per esempio nel Sarrabus Gerrei a Villasalto si può apprezzare il nuovo splendore al quale è stata restituita la palazzina della direzione mineraria.
A Silius pur segnata da ripetute e frequenti situazioni di crisi resta in attività una delle poche miniere di fluorite in Europa.
La varietà della produzione mineraria è confermata dagli insediamenti attorno a Orani o Lula. Nel primo caso per i giacimenti di talco, di feldspati, e di numerose cave di marmo e di granito. È qui che già nel Neolitico Recente si estraeva la “steatite” lavorata per la produzione delle statuette della Dea Madre. A Sos Enattos, a Lula, c’era invece un’intensa attività estrattiva di piombo, zinco e argento.
Altrettanto efficace la conservazione che c’è stata nella miniera di Funtana Raminosa a Gadoni, sia per alcuni immobili che per i macchinari, molti dei quali ancora oggi perfettamente funzionanti.
Premiere 27/09/2020

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