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RIPARTIAMO DALLA SARDEGNA 2020-2021 - Puntata 23 - Rievocazioni Storiche

RIPARTIAMO DALLA SARDEGNA 2020 - Puntata 23 - Rievocazioni Storiche - 03.01.2021
Vi sono eventi basilari nella storia dell’isola e che sono anche indissolubilmente legati a luoghi teatro di moti popolari, proteste che sono stati gli scenari di rievocazioni e ricostruzioni filologicamente corrette a secoli di distanza spesso con grande impatto spettacolare nella seconda metà degli anni Novanta
Con questo itinerario vogliamo allora scoprirli più da vicino questi luoghi, partendo proprio dal ricordo di quelle proteste di cui furono fautori e protagonisti i sardi di alcuni secoli fa.
Iniziamo con una delle più spettacolari rievocazioni storiche, quella de “sa battalla” che si tiene con cadenza biennale a Sanluri. Ricorda quella che è stata forse l’unica battaglia campale della storia giudicale la domenica del 30 giugno del 1409. Da una parte l’esercito sardo arborense del giudice Guglielmo III° di Narbona, con 3.000 cavalieri e 17.000 fanti. Dall’altra quello aragonese di Martino il Giovane re di Sicilia, numericamente inferiore ma meglio organizzato, armato e protetto. Teatro dello scontro campale fu la collina de “su bruncu de sa battalla”, una località battezzata s’occidroxu, cioè il mattatoio, per il sanguinoso esito che quella battaglia ebbe per le truppe sarde.
Un’altra battaglia ha segnato l’epoca giudicale ed è stata in questi anni oggetto di una rievocazione storica con decine e decine di figuranti a ridosso della splendida abbazia benedettina di san Pietro di Sorres a Borutta.
E’ sa bastida di Sorres che ci riporta al 1330 quando gli aragonesi occuparono Sorres e la fortificarono con una costruzione detta bastia o bastida che significa appunto “piccola fortezza dotata di torre”.
Lo scopo era quello di controllare le operazioni militari dei Doria ribelli ai catalano aragonesi perché quella località aveva una notevole importanza strategico militare perché da quel colle si poteva controllare la via Turresa, che collegava Castel di Cagliari a Sassari e Torres.
Anche Nuoro, poco più di 70 anni dopo Cagliari, ha avuto la sua rivolta popolare con l’assalto al palazzo sede del potere. Accadde il 26 aprile del 1868 e quella che è passata alla storia come la rivolta de su Connottu che scoppiò quando la popolazione che era già stremata dalla povertà, si vide togliere con l’editto delle chiudende le terre comuni utilizzate per il pascolo e per la legna. Ma le proteste erano cominciate già due anni prima.
A guidare i trecento rivoltosi armati di bastoni, Pasqua Selis Zau, meglio conosciuta come Paskedda Zau la coraggiosa donna nuorese, morta poi nel 1882, che al grido di «Torramus a su connottu» si pose a capo della ribellione e il cui ruolo viene ben evidenziato nelle ricostruzioni, che con specifici allestimenti drammaturgici, sono state e proposte in questi anni di quei fatti.
Quanto a rievocazioni dell’epoca medievale nell’isola non sono da meno quelle che propone Iglesias, l’antica Villa di Chiesa, forse quella che più ha mantenuto vive le testimonianze e il ricordo di quel periodo.
Basti pensare al Corteo Storico che dal 1995 si svolge ad agosto in cui centinaia di figuranti, uomini, donne e bambini sfilano indossando abiti d’epoca. Ricorda in particolare la borghesia pisana del secolo XIII.
Si svolge fra le vie del centro storico ed è accompagnato dai suonatori di tamburi e chiarine, dalle evoluzioni degli sbandieratori.

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