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TG AMBIENTE - Riuscito il ripopolamento dei grifoni, un equilibrio ritrovato - 21.01.2026

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Un tempo diffuso in tutta l'isola, dagli anni '50 il grifone subì un forte declino in Sardegna. Negli anni 2000, la popolazione si ridusse a un numero critico, una ventina di coppie territoriali nel 2007, confinate nel nord-ovest e fu ormai considerato una specie perduta. La sua scomparsa aveva lasciato un vuoto evidente nei cieli e negli equilibri naturali. Oggi i dati raccontano una realtà diversa: la popolazione è in crescita, il territorio occupato si amplia e il ritorno di questo grande avvoltoio è ormai un fatto concreto, misurabile. Per anni il grifone in Sardegna è stato un’assenza. Un grande uccello planatore scomparso dai cieli, ricordato solo nei racconti e nei libri di fauna. Oggi, invece, quei cieli tornano ad animarsi. È il segno più evidente di una storia di ritorno che, numeri alla mano, non ha precedenti.
Il nuovo censimento realizzato nell’ambito del progetto LIFE ''Safe for Vultures'' restituisce l’immagine di una popolazione in continua crescita. In Sardegna si stimano oggi tra i 516 e i 566 grifoni, con un incremento del 21,03% rispetto al 2024. Un dato che racconta non solo l’aumento degli individui, ma soprattutto il consolidarsi di una specie che, fino a pochi decenni fa, era considerata estinta sull’isola. Il censimento è stato il più grande mai realizzato in Sardegna per una specie di uccelli: 161 rilevatori, 35 postazioni di osservazione, un monitoraggio simultaneo che ha coperto gran parte del territorio regionale. Dalle prime ore del mattino, binocoli e cannocchiali hanno seguito i movimenti dei grifoni in volo, annotando direzioni, comportamenti, utilizzo delle correnti termiche. Un lavoro meticoloso che ha permesso di evitare doppi conteggi e di restituire una fotografia affidabile della popolazione.
I risultati mostrano una Sardegna diversa rispetto al passato. Se fino a pochi anni fa quasi tutti i grifoni erano concentrati nel Bosano, oggi la specie si sta espandendo.
Il 60% della popolazione resta nel Bosano, ma cresce in modo significativo il nucleo del Meilogu (24%) e, soprattutto, quello del Sarrabus Gerrei, che ospita ormai circa il 5% dell’intera popolazione sarda. Un dato simbolico, perché indica la riuscita delle azioni di ripopolamento e la capacità della specie di colonizzare nuovi territori.
Dietro questi numeri c’è un lavoro lungo e complesso: programmi di restocking, la collaborazione con allevatori e servizi veterinari, la creazione di carnai aziendali che garantiscono una fonte alimentare sicura, il coinvolgimento di enti pubblici e associazioni ambientaliste. È un modello di conservazione che mette insieme scienza, gestione del territorio e partecipazione.
Segnali altrettanto incoraggianti arrivano dal monitoraggio della riproduzione. Nel 2025 sono state censite 120 coppie territoriali, il numero più alto mai registrato in Sardegna. Aumentano le deposizioni, aumentano i giovani che riescono a involarsi, migliora il successo riproduttivo. La popolazione del Bosano ha superato per la prima volta le 100 coppie, mentre anche l’Algherese conferma una presenza stabile.
Ogni giovane che spicca il volo rappresenta molto più di un dato statistico: è la prova che l’ambiente è tornato ad essere adatto, che i rischi sono diminuiti, che la specie riesce a completare il suo ciclo vitale. Colpisce anche la presenza di coppie “miste” o non autoctone, segno di una popolazione ormai connessa con altre aree europee e capace di integrarsi.
La storia del grifone in Sardegna non è solo una storia di ritorno, ma di equilibrio ritrovato. Un grande necrofago che svolge un ruolo fondamentale negli ecosistemi, contribuendo alla salute dell’ambiente e riducendo i rischi sanitari.

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